La depressione stagionale: cos’è e come si cura

Intervento tv – Depressione nell’anziano
20 gennaio 2016

La depressione stagionale: cos’è e come si cura

D’autunno l’infermità si addensa, come le nuvole in cielo, e molti mali che l’estate aveva assopito si risvegliano. (Theodore Francis Powys, Il mietitore di Dodder, 1931)

Sempre più spesso, soprattutto con la comparsa delle prime giornate autunnali, sentiamo dire alle persone che non si sentono bene, perché sono “meteoropatiche”,  descrivendo un malessere che viene collegato al brutto tempo e  alla riduzione di luce durante il giornoa.

In effetti la maggior parte delle persone risente negativamente del passaggio tra la stagione estiva e quella autunnale, ma sempre più frequentemente sentiamo parlare di depressione stagionale o invernale. Ma che cosa si intende per depressione stagionale?  Che cos’è? Quali sono i sintomi che la contraddistinguono?

Innanzitutto bisogna sottolineare che la depressione stagionale si differenzia dalla  normale tristezza che la maggior parte di noi prova con il ritorno alla routine dopo le vacanze. La depressione stagionale si manifesta con i tipici sintomi della depressione, in particolare un calo del tono dell’umore, persistente per la maggior parte dei giorni, scarso o nessun interesse nelle attività solitamente piacevoli, modificazioni dell’appetito e del ritmo del sonno,  tendenza al ritiro sociale e difficoltà ad affrontare la quotidianità, che però si manifestano nella stagione invernale e si risolvono in primavera.

Ma qual è la causa di questo disturbo così specifico per questa stagione? Gli studi focalizzano l’attenzione proprio sulla riduzione delle ore di luce, che provocherebbe un’alterazione del nostro orologio interno. Quest’alterazione provocherebbe una modificazione nella secrezione di alcuni ormoni e neurotrasmettitori, che sono proprio quelli coinvolti nella regolazione del tono dell’umore. Queste teorie vengono avvalorate dal fatto che la depressione stagionale ha la maggior incidenza nella popolazione nei paesi scandinavi, paesi che notoriamente hanno una grande variazione delle ore di luce giornaliere tra una stagione e l’altra.

Un’altra prova del fatto che la luce giochi un ruolo fondamentale in questo disturbo è dato dal fatto che è stato osservato che chi soffre di depressione stagionale risente positivamente di un particolare tipo di terapia, che prevede la somministrazione di una luce artificiale particolare che venga somministrata ad un’ora definita del mattino (light therapy).

Cosa fare quindi se con  l’arrivo dell’autunno iniziamo a percepire i sintomi della depressione?

Come fare a distinguere la tristezza  e la malinconia settembrina con la depressione stagionale?

Innanzitutto occorre tener presente i sintomi, la loro durata ed intensità e soprattutto l’impatto che questi hanno sul lavoro, la famiglia o i rapporti sociali, tutti fattori che devono far scattare un campanello d’allarme nel fatto che non si tratti solo di “meteoropatia”.

Come si cura la depressione stagionale?

Solitamente vengono utilizzati gli antidepressivi, per lo più gli SSRI; un’altra strategia terapeutica può essere rappresentata dalle terapie cronobiologiche, come la terapia della luce, da sola o in associazione alla terapia farmacologica.

Naturalmente è molto importante rivolgersi al medico o allo specialista psichiatra che possa effettuare una diagnosi corretta ed eventualmente impostare una terapia adatta, che possa permettere a chi soffre di questo disturbo di sorridere anche  nella stagione invernale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

venti − 15 =