Depressione anziano

La popolazione sta progressivamente invecchiando, l’età media è sempre più alta e ormai supera abbondantemente gli 80 anni per le donne, mentre è lievemente inferiori per gli uomini.

Questo dato è particolarmente importante in quanto, nonostante sia sempre più numerosi gli anziani che hanno un buono stato di salute, l’aumentare dell’età porta con sé l’aumento delle patologie croniche ed invalidanti, tra cui la depressione: si stima infatti che un quadro depressivo clinicamente significativo è presente nel 10% della popolazione anziana, percentuale che aumenta al 40%, considerando le forme di depressione lieve.

Numerose possono essere le cause per lo sviluppo di tale patologia nelle persone anziane. Un ruolo importante è costituito dai cosiddetti fattori psicosociali, il soggetto infatti si trova spesso a dover affrontare numerose perdite: la perdita della salute, dell’autonomia, del ruolo sociale definito dall’attività lavorativa, il prestigio e, non ultima, la perdita delle persone care, come il coniuge e gli amici.  Oltre  a questo non bisogna dimenticare che  anche il cervello va incontro ad un processo di invecchiamento, con delle modificazioni strutturali e biochimiche, che possono contribuire allo sviluppo di un quadro depressivo. Altri fattori di rischio sono rappresentati  dalla presenza di patologie organiche, in particolar modo malattie neuro-degenerative, cardiovascolari, endocrine, neoplasie, oppure  dall’utilizzo di alcuni faraci (per esempio chemioterapici, corticosteroidi, antiipertensivi), che possono indurre una sintomatologia depressiva.

Quando si parla di depressione la prima cosa che  viene in mente è una tristezza profonda e inconsolabile, ma la depressione non è solo questo, ma un corredo sintomatologico che va alterare il funzionamento dell’organismo nei suoi aspetti fondamentali, come il sonno e l’appetito, e la perdita di piacere e di interesse in attività che di consueto sono piacevoli. Tuttavia le manifestazioni della depressione possono anche essere diverse e questo è ancora più vero per le persone anziane, che spesso non presentano la tipica deflessione del tono dell’umore, bensì ansia, irritabilità o, frequentemente, sintomi somatici (disturbi gastrointestinali, celafea, astenia, dolori addominali, difficoltà a respirare).

Questo corredo sintomatologico rende spesso difficoltosa la diagnosi di depressione nella popolazione anziana, unito al fatto che spesso gli anziani non chiedono aiuto, convinti che  sia normale sentirsi tristi, soli e con qualche problema fisico.

 E’ però molto importante, quando compaiono questi sintomi, rivolgersi ad uno specialista che possa diagnosticare la presenza di un quadro depressivo ed impostare, ove necessario, un’adeguata terapia farmacologica. Questo perché la depressione può essere curata in modo efficace nell’85% dei casi, evitando le gravi conseguenze di un episodio non trattato, come la riduzione delle capacità cognitive, il declino funzionale, il peggioramento della qualità di vita, il rischio di suicidio, che appare elevato nelle persone anziane.

Vi rimando al video sottostante per  un’ampia intervista rilasciata nella trasmissione “Buongiorno Dottore” su Class Tv.

http://video.milanofinanza.it/classtv/buongiorno-dottore/Se-la-depressione-colpisce-lanziano-11519/

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